Entrare in contatto con una lampada Malvadia Gadì ti concede immediatamente di dilatare il tuo ambito sensoriale: gli occhi si rincorrono in nuove linee, le mani si nutrono, timide; l’udito si perde nella voce nascosta nella piccola busta appesa come dietro la scia di una sirena, l’olfatto fa i suoi passi immaginando a quale epoca passata si stia avvicinando. E il gusto?
Beh il gusto: è così stimolante che vien voglia di assaggiarla la pastosità del colore del dipinto!
Questa è la parte giocosa che Malvadìa immagina quando lavora ad una lampada, in particolare se è su commissione: la diverte immaginare quali gusti possa preferire il destinatario di quella futura compagnia luminosa.
E poi c’è un altro gioco che si può fare con una Malvadìa Gadì l’acceso/spento.
Si perché queste lampade-storie assumono caratteri molto diversi se accese o se spente, non solo per i colori: ma le figure stesse e i rapporti di forza delle masse, mutano.
Guardarla è trovarci dentro ogni volta qualcosa di nuovo.

